ANTICIPAZIONE DELL’ETÀ NELLA MANIFESTAZIONE DEL BULLISMO FEMMINILE

In qualità di relatore per il panel “Female bullying at school. The multidimensionality of violence among adolescent girls”, ho preparato e presentato un approfondimento sull’ anticipazione dell’età in cui emerge il fenomeno del bullismo femminile alla 3′ International Conference of the journal “Scuola Democratica” a Cagliari nel giugno del 2024.
Come membro dell’equipe dell’Università di Enna che curava la rilevazione dei dati per la città di Palermo all’interno della ricerca nazionale “Il bullismo femminile a scuola. Una ricerca mixed methods”, ho avuto accesso alle testimonianze e ai dati che le studentesse di 1′ e 2′ superiore riportavano sulla tematica in oggetto e da cui ho elaborato il mio intervento.
Quando abbiamo avviato i focus group, io e i miei colleghi eravamo convinti che le partecipanti avrebbero riportato episodi di bullismo risalenti agli anni della scuola secondaria di primo grado: ci aspettavamo storie di adolescenti alle prese con dinamiche di potere, esclusione e derisione tipiche di quell’età. Eppure, fin dai primi minuti, molte ragazze hanno iniziato a raccontare esperienze che affondavano le radici molto più indietro nel tempo, spesso già alla scuola primaria, talvolta addirittura alla scuola dell’infanzia.

È stato come assistere a una serie di vere e proprie “epifanie”: all’improvviso, a partire da un ricordo o da una parola chiave, ogni partecipante sembrava capire che quel comportamento che oggi definiamo bullismo non era un fenomeno nuovo, ma un tratto costante dei loro rapporti fin dall’infanzia. “Se è questo il bullismo, allora l’ho subìto già alle elementari”, ha detto una ragazza. “Io, all’asilo non capivo perché mi sentissi esclusa”, ha aggiunto un’altra.

Quello che sembrava un semplice brainstorming si è trasformato in un vero e proprio processo metacognitivo: le partecipanti non si limitavano a ricordare passivamente gli episodi, ma riflettevano attivamente sul significato di quei vissuti. Riconoscevano analogie tra le proprie esperienze e quelle dei loro compagni, elaboravano collegamenti tra comportamenti subiti e messaggi interiorizzati, e integravano ricordi personali con testimonianze indirette ciò che avevano visto succedere tra amici o lì, nell’aula di fianco.

Questo doppio livello di elaborazione — individuale e collettivo — ha permesso di portare alla luce un dato importante e preoccupante: l’età anagrafica in cui si manifestano i primi atti di bullismo femminile è notevolmente scesa. Spesso parliamo di ragazzine sotto i dieci anni che già sperimentano dinamiche di esclusione intenzionale, diffusione di dicerie e sottili pratiche di controllo sociale.

In sostanza, il nostro lavoro nei focus group non si è limitato a raccogliere testimonianze: ha facilitato la costruzione di una consapevolezza condivisa, ha stimolato un ragionamento critico sui segnali precoci del fenomeno e ci ha mostrato quanto sia urgente intervenire già nei primi anni della scuola primaria — e in alcuni casi persino nella fascia della scuola dell’infanzia — per promuovere relazioni autentiche, rispettose e inclusive

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Mi chiamo Samantha Peroni e sono supervisore, consulente e formatrice. 

Mi riconosco la capacità di fondere abilità e attitudini acquisite in ambiti diversi che adatto a situazioni nuove e confesso di avere una forte propensione all’apprendimento. 

Uso l’intelligenza empatica e detesto le “etichette”. 

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