Oggi, a scuola, ho visto un’adolescente con le mani e il braccio colorati di rosso.
Dal palmo fino al gomito.
Coperti dalla felpa.
Colorare una parte di corpo così richiede tempo.
Tempo e cura.
“È solo un gioco”, potremmo dire.
Forse.
Ma in adolescenza il corpo parla.
Spesso prima delle parole.
Come ci ricorda Antonio Damasio, le emozioni passano dal corpo prima di diventare pensiero.
Sono segni. Tracce. “Marcatori somatici”.
Quel rosso può essere solo un colore.
Oppure no.
Non si tratta di fare diagnosi.
Si tratta di non essere indifferenti.
Perché tra il “non è niente” e il “c’è un problema”
c’è il nostro lavoro.
Accorgerci.





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