Backstage

Ieri non ero sul palco.
Ero dietro le quinte di un evento che parla di violenza sulle donne.
Un tema forte, doloroso, necessario.
Ma quello che mi porto a casa non sono solo le parole dette in scena, gli interventi che fanno crescere o la volontà di cambiare le cose…
È soprattutto quello che è successo dietro i riflettori, dove non c’è il clamore, ma la preparazione, la Cura, la tensione silenziosa che può diventare ansia divorante, se non si gestisce… ero con i “Ragazzi di Generazione Z”.
Dietro le quinte si imbastisce il momento in cui il contenuto prende forma prima di arrivare al pubblico.
Mi sono tolta le scarpe per non fare rumore con i tacchi nel momento in cui mi sono accorta del loro suono preminente, perchè in quel momento mi è sembrato chiaro che se volevo sostenere quel momento, dovevo alleggerirlo, anche della mia presenza.
Mi sono seduta per terra con loro, non sopra, non di lato. Accanto. E abbiamo iniziato a parlare di scuola, di futuro, di sogni, non solo di performance.
Prima di essere interpreti di un messaggio potente, erano ragazze e ragazzi con domande, paure, desideri.
Li ho fotografati prima di entrare in scena, per restituire loro uno sguardo; quel “Io ti vedo”, che mi piace tanto.
Ho osservato come si cercavano con gli occhi, come si sostenevano, come si davano forza, come si aiutavano a vicenda e lì ho capito una cosa che sento profondamente vera: la prevenzione non inizia sul palco, ma prende vita quando crei uno spazio sicuro prima dell’esposizione.
Quando normalizzi la paura.
Quando trasformi un gruppo in una piccola comunità solidale.
Quando fai sentire qualcuno meno solo, prima ancora che parli.
La violenza sulle donne è un fenomeno culturale e le culture si trasformano nei micro-gesti quotidiani, anche nel modo in cui accompagni qualcuno, nel modo in cui lo ascolti o scegli di esserci senza occupare tutto lo spazio

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Mi chiamo Samantha Peroni e sono supervisore, consulente e formatrice. 

Mi riconosco la capacità di fondere abilità e attitudini acquisite in ambiti diversi che adatto a situazioni nuove e confesso di avere una forte propensione all’apprendimento. 

Uso l’intelligenza empatica e detesto le “etichette”. 

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