Team Building

Lavoro con i ragazzi e cerco sempre di inserire esercizi di team building nella mia formazione, soprattutto a scuola.

Uno di quelli che uso di più è la costruzione della “torre di carta”, più alta possibile e con pochi strumenti a disposizione: carta appunto, forbici, scotch e pochi stecchini di varia lunghezza.

In piccolo gruppo si viene bendati uno alla volta per circa 5 minuti e solo chi è bendato può costruire fattivamente la torre, gli altri pianificano agevolano e guidano i processo.

I ragazzi si divertono, sperimentano, falliscono o vincono a seconda di quanto il gruppo è coeso, non più preparato tecnicamente.

La fiducia, che un po’ alla volta nasce, è il motore silenzioso di ogni squadra.

Non si vede.

Non fa rumore.

Quando manca, però, si sente.

Inizialmente molti pensano che un buon lavoro di gruppo dipenda dall’organizzazione, dalle competenze, dagli strumenti.

Tutto questo, ovviamente, conta, ma c’è qualcosa di ancora più fondamentale, qualcosa che sta sotto la superficie e che determina come il resto funzionerà: la capacità di affidarsi all’altro.

Quando ciò si instaura, permette alle persone di abbassare le difese, di proporre un’idea senza il timore di essere giudicate, di chiedere aiuto senza sentirsi inadeguate.

È il terreno su cui fioriscono collaborazione, sincerità e responsabilità.

Il clima cambia radicalmente.

Per tutti.

Questo non rende i gruppi perfetti, ma li rende umani, e proprio per questo più efficaci.

Le conversazioni diventano più dirette, i problemi si affrontano prima, i risultati arrivano più velocemente. Le persone iniziano a delegare davvero, perché sanno che gli altri faranno la loro parte. La creatività si libera, perché non c’è il freno della paura.

Un team non è solo una somma di competenze.

È un intreccio di emozioni, intenzioni e piccoli gesti quotidiani.

E quando tutto questo poggia sulla fiducia, il lavoro diventa collaborazione autentica.

Un punto fermo da cui partire per affrontare il resto.

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Mi chiamo Samantha Peroni e sono supervisore, consulente e formatrice. 

Mi riconosco la capacità di fondere abilità e attitudini acquisite in ambiti diversi che adatto a situazioni nuove e confesso di avere una forte propensione all’apprendimento. 

Uso l’intelligenza empatica e detesto le “etichette”. 

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