Allenare lo sguardo

In pedagogia, “cambiare sguardo” vuol dire imparare a vedere il possibile dentro il reale: non solo quello che il bambino, il ragazzo, l’adulto “è” oggi, ma quello che potrebbe diventare se sostenuto, stimolato, accompagnato.

Vuol dire smettere di fissarsi sul “difetto” e allenarsi a cogliere i talenti nascosti.
Vuol dire uscire dal binario del “giusto o sbagliato” e riconoscere invece percorsi diversi, creativi, divergenti.

È come allenare la vista con un obiettivo fotografico nuovo: cambi focale e ti accorgi che la scena è molto più ampia di quanto pensavi.
Così, nella relazione educativa, cambiando sguardo non solo vedi meglio l’altro, ma ti accorgi che anche tu puoi trasformarti insieme a lui.

Per questo dico sempre che la pedagogia non è solo tecnica: è un atto di visione.
E ogni visione, quando è autentica, genera possibilità.

“Eye Fitness” è una palestra per gli occhi e per la mente: giochi di pareidolia, esercizi di percezione, piccole sfide che ti portano a cogliere dettagli, prospettive, storie nascoste, obbligando a cambiare prospettiva e, conseguentemente, sguardo.
Condivido con piacere uno dei miei strumenti di lavoro preferiti.

Abituata a lavorare con il metodo Feuerstein, ho colto dietro agli esercizi di fotografia molto di più: crescita cognitiva, creatività e libertà.
In un mondo in cui ci raccontano tante storie e ci investono di tante informazioni, allenare il pensiero critico e la capacità di riconoscere i fake è la vera libertà. Solo così possiamo scegliere senza essere manipolati, dando forza non solo alle nostre decisioni, ma anche alla nostra identità.

Esercitare lo sguardo per scegliere cosa guardare e come interpretarlo.
Guardare da più prospettive.
“Rompere gli schemi” per crearne di nuovi.

E magari anche educare un cuore pronto a immaginare

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Mi chiamo Samantha Peroni e sono supervisore, consulente e formatrice. 

Mi riconosco la capacità di fondere abilità e attitudini acquisite in ambiti diversi che adatto a situazioni nuove e confesso di avere una forte propensione all’apprendimento. 

Uso l’intelligenza empatica e detesto le “etichette”. 

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