Oggi ho incontrato per la prima volta una ragazza adolescente.

Mi ha fatto pensare, così ho iniziato a scriverle una lettera…
Cara D.,
voglio scriverti queste parole, anche se ci conosciamo da poco e anche se forse ci vedremo solo per poche ore quest’anno. Ma a volte, anche poche ore possono avere un significato profondo, e io sento che ogni minuto è meglio del vuoto sembri avere intorno. Non penso ci sia isolamento peggiore del vivere con persone che non ti vedono, non ti ascoltano, non ti dimostrano attenzione. Allora anche il tempo passato insieme può essere prezioso, perchè io ti vedo.
Forse ti sarai chiesta perché eri qui, con me. O forse lo sapevi benissimo, ma ti sembrava inutile, inutile anche parlarne. Voglio che tu sappia una cosa: non sei sola.
E soprattutto, non sei sbagliata.
Quello che stai attraversando merita rispetto, attenzione, ascolto. E io sono qui per questo. Non per giudicarti, non per aggiustarti, ma per starti accanto.
Qualcuno potrebbe pensare che cinque ore siano troppo poche per cambiare qualcosa. Ma io credo che anche un piccolo momento di verità, un gesto gentile, uno sguardo senza giudizio possano aprire uno spazio nuovo dentro di noi. Dentro ognuno di noi.
Anche i semi hanno bisogno di tempo. A volte li pianti e per settimane, mesi, non vedi nulla. Ma sotto la terra, qualcosa si muove. Così è anche per noi: forse oggi non sentirai grandi cambiamenti, ma mi basterebbe averti offerto il farti sentire vista. Se dentro di te nascerà anche solo una piccola domanda, una speranza, un’idea diversa di te stessa… sarà già molto.
Se in queste ore ti sentirai ascoltata, se potrai esprimere anche solo un frammento del tuo sentire, allora il tempo che avremo avuto insieme sarà stato generativo. Anche quando il dolore è grande, c’è sempre uno spiraglio, una possibilità. E io credo in te. Gli adulti non sono tutti uguali.
Sono qui per starti vicino come posso. Con rispetto, con cura, con silenzio quando serve, con parole quando ti va.
Permettimi di so-stare vicino a te. Per me ne vale la pena. Quei tagli sugli avambracci sono un grido d’aiuto e io l’ho sentito.
Con affetto,
Samantha


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