Lavorare su di sé non è mai semplice, anche quando avviene in un clima intimo e sicuro con la meravigliosa @danielavignola_arteterapia .
La sollecitazione di questo incontro era “la trasparenza”: quanto lasciamo vedere di noi e quanto togliamo volontariamente alla vista dell’altro.
La trama di base del mio lavoro rappresenta un disegno stilizzato di alberi, che, oltre a richiamarmi il concetto di vita, di germoglio, di crescita, di ciclo vitale, mi dava anche l’idea delle dendriti del cervello, cioè di tutte quelle connessioni in nuce che abbiamo nella possibilità di metterci in contatto con ciò che non è noi.
Volevo, inoltre, qualcosa che rappresentasse me, ma contemporaneamente potesse anche essere visto simbolicamente, quindi mi è venuto in mente di realizzare uno di quei profili che gli artisti ritagliano con le forbici a Montmartre sui cartoncini.
Tutto è coperto da un tulle lilla.
È come una sorta di protezione naturale che secondo me abbiamo.
Possiamo scegliere di aggiungere o di togliere protezioni. Il cappello è qualcosa che possiamo decidere di indossare a seconda se vogliamo celarci oppure no dalle persone o dalle situazioni che abbiamo attorno. Un cappello con la veletta, una distanza ulteriore.
Ho detto che non è semplice, ma non che è impossibile e poi il viaggio di scoperta, se è in compagnia, porta a un risultato amplificato.


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