
Un gruppo di Educatrici scolastiche del Veneto mi ha chiesto una formazione mirata sul trasformare l’aggressività in creatività. Un tema intrigante per me.
L’aggressività nei bambini può essere vista come una manifestazione di energia vitale, un impulso naturale verso l’esplorazione e l’autonomia. Se canalizzata correttamente, questa energia può favorire lo sviluppo e la crescita personale.
Insegnando ai bambini a riconoscere e gestire le proprie emozioni, le educatrici li aiutano a sviluppare competenze emotive e sociali essenziali. Questo processo favorisce la trasformazione di impulsi aggressivi in comportamenti più adattivi e creativi.
Un ambiente in cui l’energia aggressiva viene trasformata in attività creative contribuisce a ridurre i comportamenti problematici, migliorando il clima educativo e favorendo relazioni più armoniose tra i bambini.
Canalizzare l’aggressività in creatività stimola nei bambini la capacità di risolvere problemi in modo innovativo e di affrontare le sfide con maggiore resilienza, competenze fondamentali per il loro futuro.
Fornendo strumenti per gestire l’aggressività in modo costruttivo, si riduce il rischio che questa si trasformi in comportamenti antisociali o violenti, promuovendo invece atteggiamenti positivi e collaborativi.
Facciamo degli esempi…
Se un bambino dimostra un comportamento disadattivo strappando fogli a caso o distruggendo materiali di gioco quando è frustrato, si potrebbe proporre un’attività come quella della costruzione di un collage artistico, dove il bambino può strappare e incollare pezzi di carta per creare un’opera d’arte. Questo implica l’uso di fogli colorati con immagini e texture diverse che stimolano la creatività.
Si trasforma la frustrazione e la distruttività in un’azione creativa e artistica.
Questo, inoltre, migliora la motricità fine e il controllo della forza nelle mani.
Diversamente, se il bambino ha difficoltà a stare fermo e manifesta iperattività nei momenti di ascolto o attesa, questi possono essere prima integrati e poi sostituiti con momenti di danza o movimenti creativi nella sua routine. Così come potrei andare a proporre il “gioco delle statue” o quello del “fare i robot telecomandati” dove può muoversi a ritmo di musica e fermarsi su comando. A cosa mirano queste implementazioni? Aiutano a regolare il livello di energia del bambino in modo strutturato e migliorano il suo controllo motorio e la sua capacità di ascolto, senza diventare impositivi e autoritari.
Potremmo anche trovarci di fronte a un bambino che si rifiuta o è ritroso nel toccare alcuni materiali, mostrando ipersensibilità tattile? È il momento di proporre il “Gioco della scatola magica”. Inseriamo oggetti costruiti con materiali differenti in una scatola chiusa e invitiamolo all’esplorazione tattile chiedendogli di verbalizzare le sensazioni e i percepiti che desume, accompagnandolo nella scoperta (come sono i materiali? Morbidi, lisci, ruvidi? Cosa ti ricordano? Ti piacciono?). Possiamo anche introdurre una variante, quella del “Gioco della Sabbia”, attraverso il quale bisogna andare alla scoperta di oggetti piccoli sepolti nella sabbia. In entrambi i casi si favorisce la tolleranza ai diversi stimoli tattili e si rende l’esplorazione sensoriale più divertente e motivante.
Gli esempi sono molti, ma è importante comprendere che trasformare l’aggressività dei bambini in creatività è essenziale per creare un ambiente educativo che valorizzi l’espressione positiva delle energie dei bambini.


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