GIOCARE È UNA COSA SERIA

“Il miglior gioco per un bambino è un adulto accudente”

Bruce Perry

#playtherapy

Ho voluto approfondire l’uso del gioco come strumento a disposizione dei bambini per esprimersi, raccontarsi e farsi conoscere frequentando un percorso formativo nella Child Centered Play Therapy che uso durante i miei incontri in base alle necessità.

Il gioco diventa una risorsa comunicativa che consente ai bambini di imparare, li aiuta nel proprio percorso di crescita e favorisce una migliore strutturazione di nuove parti di sé, poiché fa realmente emergere un vissuto personale che ha alla base riflessioni autobiografiche.

Le riflessioni emerse dagli incontri di Play Therapy hanno la capacità di stimolare una maggiore consapevolezza di tutti i soggetti coinvolti e una maggiore comprensione delle dinamiche personali, familiari e sociali.

L’adulto accudente non è solo un osservatore o un supervisore, ma un mediatore della scoperta, un punto di riferimento che attraverso la relazione sostiene il bambino nel suo sviluppo. Il gioco, infatti, non è solo un’attività di svago, ma un contesto di apprendimento, un luogo in cui il bambino esplora il mondo, comprende le regole sociali e costruisce la propria identità.

Un adulto accudente offre al bambino una base sicura, un porto da cui partire per esplorare il mondo con fiducia. Questo è essenziale per lo sviluppo dell’autostima, della gestione emotiva e della capacità di relazionarsi con gli altri. Un bambino che gioca sentendosi accolto e compreso si sente libero di esprimere sé stesso senza paura di giudizi o frustrazioni eccessive. E un adulto che si lascia coinvolgere nel gioco con piacere, che ascolta e partecipa con empatia, offre al bambino un’esperienza che nutre non solo la sua intelligenza, ma anche il suo benessere emotivo e relazionale.

Quindi non importa quante lauree hai se una bambina in seduta ti chiede di farti la skin care, non puoi far altro che… sdraiarti e giocare!

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Mi chiamo Samantha Peroni e sono supervisore, consulente e formatrice. 

Mi riconosco la capacità di fondere abilità e attitudini acquisite in ambiti diversi che adatto a situazioni nuove e confesso di avere una forte propensione all’apprendimento. 

Uso l’intelligenza empatica e detesto le “etichette”. 

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